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Pacchetto sicurezza - novità in materia di Stato Civile
Autore:Servizi Demografici - Ultimo Aggiornamento:08/08/2009 10.43.40 Stampa Documento


In data 08 agosto 2009 è entrata in vigore la Legge 15 luglio 2009, n. 94, recante "Disposizioni in materia di sicurezza pubblica".
L'art. 1, comma 15, della citata Legge integra l'art. 116 del codice civile, rubricato "Matrimonio dello straniero nella Repubblica".
 Si riporta il testo del primo comma dell'art. 116 cc, con le modifiche introdotte, evidenziando in corsivo la parte aggiunta dalla nuova norma: "Lo straniero che vuole contrarre matrimonio nella Repubblica deve presentare all'Ufficiale dello Stato Civile una dichiarazione dell'Autorità competente del proprio Paese dalla quale risulti che, giusta le Leggi a cui è sottoposto, nulla osta al matrimonio, nonché un documento attestante la regolarità del soggiorno nel territorio italiano".
 Pertanto, dall'entrata in vigore della Legge in esame, il matrimonio dello straniero (extracomunitario) è subordinato alla condizione che lo stesso sia regolarmente soggiornante sul territorio nazionale. Tale condizione deve sussistere all'atto della pubblicazione e al momento della celebrazione del matrimonio. In assenza della menzionata condizione l'Ufficiale dello Stato Civile non può compiere gli atti richiesti. 

L'art. 1, comma 11, della citata Legge sostituisce l'art. 5 della Legge 5 febbraio 1992, n. 91, recante "Nuove norme sulla cittadinanza". Il nuovo testo dell'art. 5 Legge 5 febbraio 1992, n. 91, recita: "1.Il coniuge, straniero o apolide, di cittadino italiano può acquistare la cittadinanza italiana quando, dopo il matrimonio, risieda legalmente da almeno due anni nel territorio della Repubblica, oppure dopo tre anni dalla data del matrimonio se residente all'estero, qualora, al momento dell'adozione del Decreto di cui all'articolo 7, comma 1, non sia intervenuto lo scioglimento, l'annullamento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio e non sussista la separazione personale dei coniugi.
2. I termini di cui al comma 1 sono ridotti della metà in presenza di figli nati o adottati dai coniugi."
 Conseguentemente, ora, ai fini dell'acquisto della cittadinanza italiana a seguito di matrimonio, occorrono due anni di residenza legale nel territorio della Repubblica dopo il matrimonio, mentre in precedenza era sufficiente risiedere da almeno sei mesi nel territorio italiano.        
 

 


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