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Alimenti, l'etichetta d'origine è legge
Autore:Ufficio Attività Produttive - Ultimo Aggiornamento:29/01/2011 12.13.13 Stampa Documento


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Via libera alle etichette d'origine obbligatorie per tutti i prodotti alimentari.
Il Ddl 2260 è legge dopo la votazione all'unanimità in Commissione agricoltura della Camera. Dunque niente più pubblicità con le immagini della Sicilia per il succo d'arancia se la materia prima arriva dal Brasile; vale anche per le mozzarelle associate al Golfo di Napoli, se arrivano dalla Germania.
Per non parlare delle uova tedesche alla diossina (ma per le uova l'obbligo esisteva già), l'ultimo di una lunga serie di scandali alimentari che hanno messo a rischio le nostre tavole e la nostra salute.
Il provvedimento "salva made in Italy", in sette articoli, prevede l'obbligo di indicare la provenienza dei cibi per i prodotti trasformati e non, lungo tutta la filiera e quindi in ogni fase della produzione, dai campi agli scaffali. Obbligatoria anche l'indicazione dell'eventuale presenza di ogm.

L'articolo centrale della legge è il numero 4 sull'etichettatura dei prodotti: stabilisce l'obbligo di «riportare (...) l'indicazione del luogo di origine o di provenienza e (...) dell'eventuale utilizzazione di ingredienti in cui vi sia presenza di ogm in qualunque fase della catena alimentare» per i prodotti alimentari «trasformati, parzialmente trasformati o non trasformati». La legge contiene anche altri provvedimenti: significativi il rafforzamento del sistema di salvaguardia delle produzioni a denominazione protetta (art. 2), delle produzioni italiane (art. 3) e le norme per la produzione e il commercio dei mangimi (art. 6) che prevede sanzioni amministrative fino a 66mila euro.

Tuttavia l'attuazione della legge richiederà altro tempo sono infatti necessari decreti attuativi per ogni prodotto, filiera per filiera. Fino ad oggi, le etichette d'origine in Italia era obbligatorie solo per uova, latte fresco, carne bovina, carne di pollo, passata di pomodoro, olio extra vergine di oliva e miele. Presto lo saranno per tutti gli alimenti.
Gli oltre 10 anni impiegati per arrivare all'estensione per legge sono costati 5 miliardi di euro a causa delle psicosi (mucca pazza, influenza aviaria, mozzarella blu, maiali alla diossina). Si tratta di una misura importante per la sicurezza alimentare con il moltiplicarsi di emergenze sanitarie che si diffondono rapidamente in tutto il mondo per effetto degli scambi.  L'etichettatura ci pone all'avanguardia in Europa e nel mondo. Per i prodotti non trasformati il luogo d'origine riguarda il Paese di produzione; per quelli trasformati dovranno essere indicati il luogo dell'ultima trasformazione sostanziale e quello di coltivazione o allevamento della materia prima agricola prevalente utilizzata. Chi immette in commercio prodotti privi dell'indicazione d'origine rischia una sanzione fino a 9.500 euro.

 


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