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Il pieno ripristino dei cimiteri di Disvetro e di Cavezzo
Autore:Amministratore - Ultimo Aggiornamento:05/09/2017 13.16.07 Stampa Documento


Disvetro  - Cimitero.JPG


Nel mese di giugno 2017 si sono conclusi, a cinque anni dal sisma, i lavori di riparazione con rafforzamento locale del cimitero di Disvetro e il completo ripristino e recupero del cimitero di Cavezzo.

297.766,47 Euro per il cimitero di Disvetro, 132.500 euro per il cimitero di Cavezzo sono il costo, tutto compreso, dei due progetti e della loro realizzazione.

Dei 297.766,47 Euro per il cimitero di Disvetro:

  • 97.766,47 € provengono dal Comune di Cavezzo così finanziati:
    - 90.000,00 € dal fondo dell’assicurazione danni terremoto;
    - 7.766,47 € da altri fondi propri;
  • 200.000,00 € provengono dalla Regione Emilia Romagna - Commissario delegato.

Dei 132.500 Euro per il cimitero di Cavezzo:

  • 70.000,00 € provengono dal Comune di Cavezzo finanziati dal fondo dell’assicurazione danni terremoto;
  • 62.500,00 € provengono dalla Regione Emilia Romagna - Commissario delegato.

Gli interventi nei cimiteri del capoluogo e di Disvetro, così come l’intervento nel cimitero di Motta s/Secchia, erano stati affidati allo Studio “Teot e GdA architetti associati” di Spoleto (Perugia) mediante procedura negoziata con il criterio del prezzo più basso. L’affidamento comprendeva la progettazione esecutiva, la progettazione e il coordinamento in corso d'opera della sicurezza, la direzione lavori e la contabilità.

I tre cimiteri sono beni d’interesse storico-artistico tutelati dal Ministero per i Beni e le Attività culturali – Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell’Emilia-Romagna.

Pertanto due cantieri –Disvetro e Cavezzo- erano potuti partire con il parere favorevole in via preliminare espresso dalla Commissione Congiunta per l’esame preventivo dei progetti relativi agli edifici sottoposti a tutela, quindi con il parere definitivo espresso dalla Direzione Regionale, poi con il benestare del Servizio Geologico della Regione Emilia Romagna e con l’attestazione regionale della congruità della spesa. Successivamente, in corso d’opera, stati oggetto di una vigilanza costante da parte della Direzione Regionale.

Si tratta infatti di edifici storici; l’area cimiteriale di Disvetro, ispirata a un sobrio stile neoclassico, fu realizzata nel 1861, lontana circa 200 metri dalla chiesa; il cimitero di Cavezzo, la cui parte più antica è ottocentesca, nel 1910 circa fu oggetto di un ampliamento concepito dall’architetto Masi.

Il cimitero di Disvetro presentava i danni più rilevanti. Infatti a seguito degli eventi sismici le murature perimetrali avevano manifestato fessurazioni importanti con presenza diffusa di lesioni verticali, oltre ai distacchi d’intonaco su gran parte delle murature; si constatavano poi, tra l’altro, crolli parziali del solaio di copertura del porticato, per le colonne in mattoni rotture in corrispondenza degli appoggi delle travi, per la cappella cimiteriale un diffuso quadro fessurativo aggravato da infiltrazioni d’acqua, oltre a lesioni verticali passanti, per il colonnato del corpo laterale nuovo un meccanismo di ribaltamento fuori piano in corrispondenza delle prime due campate.

Il cimitero di Cavezzo presentava, tra l’altro, fessurazioni diffuse e collegamenti inefficaci rispetto agli eventi sismici tra archi, colonne, pareti murarie.

Parallelamente a Disvetro e Cavezzo, si è proceduto anche con il progetto del cimitero di Motta sulla Secchia, anch’esso affidato allo Studio “Teot e GdA architetti associati”. Dopo aver superato l’esame della Commissione congiunta, il progetto è stato esaminato dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell’Emilia-Romagna, che ha chiesto di apportarvi modifiche. Alla data del mese di giugno 2017 i progettisti incaricati stanno lavorando alla revisione richiesta, per poterla ripresentare al vaglio dell’Ente preposto.

Il corposo e articolato intervento di ripristino e recupero post sisma sui cimiteri di Disvetro e Cavezzo ha dunque permesso ad oggi di restituire piena funzionalità alle due aree destinate ai propri cari defunti, di riconsegnare ai cittadini due luoghi di profonda affezione.

 


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