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Cavezzo ricorda Carlo Barbieri

Il "Fondo Carlo Barbieri", Turismo e Cultura    2/01/2021
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Nel mese di dicembre 2020 è mancato Carlo Barbieri, grande protagonista della cultura italiana.

Nato a Motta di Cavezzo, dopo gli studi artistici a Modena si traferì a Milano, per imparare a bottega l’arte del restauro. Nel corso di sette anni di permanenza nel capoluogo lombardo Barbieri si perfezionò, tra l’altro, nella tecnica dello “strappo” degli affreschi, con interventi nelle chiese più importanti del Piemonte e della Lombardia. Ormai quasi trentenne, al termine del proprio percorso formativo tornò a Modena, dove aprì un centro di restauro in cui, negli anni, ricevette importantissimi incarichi da parte di Sovrintendenze per i Beni artistici e storici, di Enti pubblici e privati. Basti pensare allo “strappo” degli affreschi presso il Chiostro del Platano all’Archivio di Stato a Napoli, al restauro della Cappella Bellincini in Duomo a Modena, oppure ai lavori alla cupola del Correggio in Duomo a Parma, o ancora agli interventi sulle opere del Malosso nella Basilica di San Francesco a Piacenza.

Accanto alla professione di restauratore Carlo Barbieri sviluppò nel tempo un’intensa attività creativa di pittore, con uno sguardo specificamente rivolto ai linguaggi contemporanei. Il suo amore per l’arte, antica e anche contemporanea, si è alimentato negli anni della formazione milanese, quando nel tempo libero dall’apprendimento del restauro ogni giorno visitava musei e gallerie. Tra l’altro Carlo Barbieri amava ricordare che nel 1962 alla Biennale di Venezia conobbe la pittura informale di Gorky, profondamente fusa con la poetica surrealista; e da essa si lasciò ispirare. Grande importanza, poi, riveste il fatto che nel suo laboratorio di restauro abbiano realizzato opere artisti quali Basquiat, Schifano, Paladino, Cucchi.

Ma nonostante l’intensissima vita artistica e professionale Carlo Barbieri tornerà sempre, con grande trasporto e generosità, al proprio paese. «…io, nato a Motta sulla Secchia, sono tuttora legato al mio paese natale da sentimenti di grande affetto, quei sentimenti che mi hanno portato, negli anni, a donare al Comune di Cavezzo mie opere pittoriche e grafiche, permanentemente esposte al pubblico in Municipio e a Villa Giardino». Con queste parole scritte al Sindaco del Comune di Cavezzo, il 6 marzo 2012 Carlo Barbieri fa dono al proprio paese di una tela dipinta polimaterica di cm. 76 x 100, da lui stesso realizzata nel 2010. D’intesa con l’autore in quello stesso mese il Comune di Cavezzo crea il “Fondo Carlo Barbieri”, che comprende le otto opere ricevute nel corso degli anni.

L’affetto che Barbieri ha sempre concretamente dimostrato per Cavezzo ha stretto in un unico abbraccio anche tutti i numerosi appassionati di arti visive, che nel paese gravitano attorno al locale Circolo artistico; con essi Carlo è sempre stato prodigo di insegnamenti, di visite guidate al suo laboratorio e ai cantieri di restauro, di partecipazioni ai corsi e alle esposizioni locali, con quella grande umiltà che contraddistingue la cultura più profonda.

[C.F. 2.1.2021]
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