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IV Novembre: la commemorazione

Notizie    5/11/2020
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Quella che si è tenuta in piazza Matteotti mercoledì 4 novembre, in occasione della giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, è stata una cerimonia senza pubblico, nel rispetto delle norme anti-assembramenti in vigore. Di seguito il discorso tenuto dal vicesindaco Fabrizio Trevisi, alla presenza dei capigruppo del Consiglio Comunale, in rappresentanza di tutta la comunità cavezzese:

“Le ricorrenze, di qualunque tipo siano, quest’anno per ovvie ragioni non possono celebrarsi nelle modalità consuete. Tutto, ed è la novità più rilevante, viene fatto senza partecipazione dei cittadini, tanto che ci si potrebbe chiedere che senso abbia una cerimonia civile, intorno alla quale una comunità, un popolo, un Paese, solitamente si ritrova, si unisce, e così facendo rinsalda il proprio senso di appartenenza. Addirittura ci si potrebbe interrogare sull’utilità e sull’opportunità di celebrare questa, come altre ricorrenze, in un anno così difficile, così drammatico, dove tutti abbiamo visto cadere tante certezze nei confronti del nostro futuro, anche di un futuro immediato, e questa paura diffusa nei confronti anche dell’immediato futuro ritengo sia ciò che più ci accomuna, e che purtroppo aiuta ad alimentare un clima di sfiducia, di comprensibile stanchezza, ma che può sfociare in un individualismo, che nessuna comunità che voglia definirsi tale può permettersi. Anche per combattere queste dinamiche, io sostengo con forza che ricorrenze come il 4 novembre, giorno in cui celebriamo l’Unità Nazionale e le nostre Forze Armate, siano occasioni da sottolineare in modo particolare in questo frangente così difficile per tutti noi. Il 4 novembre 1918, con l’Armistizio di Villa Giusti, gli italiani non solo poterono rientrare nei territorio di Trento e Trieste, ma portarono a compimento il processo di unificazione nazionale, che aveva attraversato tutto il Risorgimento. Si usciva anche allora da un contesto di crisi globlale, dovuto non a una pandemia, ma una guerra, la Prima Guerra Mondiale. Io penso che da quel periodo possiamo trarre diverse lezioni importanti, per la nostra vita di cittadini, di italiani, ma anche di persone chiamate dal destino a vivere un momento storico unico. Il primo insegnamento è quello che dalle grandi tragedie si esce uniti, e in questo senso il Capo dello Stato, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ha parlato di “Ora della responsabilità”, come somma di tutti i valori incarnati dal nostro Tricolore. Ciò che ognuno di noi, nel proprio ambito, nel proprio ruolo, può fare per la collettività, è un pensiero che non deve abbandonarci in queste settimane, in questi mesi, così come ispirò i tanti che risposerò, in nome di un ideale, in nome del quale in tanti arrivarono a dare la vita: quella di un’Italia unita e libera. L’altra lezione è che senza uno Stato presente, efficiente, vicino ai cittadini, rappresentato quotidianamente da figure autorevoli, animate da spirito di servizio e salde nei propri principi democratici come quelle delle donne e degli uomini delle nostre Forze Armate, gli ideali di un popolo difficilmente trovano continuità, appoggio, sostegno, difesa. Il mio pensiero, a nome di tutta la nostra comunità, va a loro, impegnati in Italia e all’estero, spesso in condizioni di difficoltà e rischio, e a quanti, ognuno nel proprio ruolo, ne raccolgono il testimone quotidianamente, specie in questi mesi difficili, in cui siamo stati e saremo chiamati a fare ognuno la nostra parte, in nome del bene comune, innanzitutto tutelando la nostra e la altrui salute, base imprescindibile per superare una crisi che non è solo sanitaria, ma anche economica e sociale. Quello a cui siamo chiamati oggi è dunque concorrere a rendere questa Italia sempre più degna di chi ha lottato, e spesso dato per la vita, per renderla e per mantenerla libera e unita”.

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