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Le stampe calcografiche di Peppino Ascari

Cultura, Procedure, Turismo e Cultura    12/03/2019
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La Raccolta di grafica del Comune di Cavezzo comprende diciotto lastre calcografiche in zinco e una lastra calcografica in rame, che furono incise dal cavezzese Peppino Ascari presumibilmente negli anni Trenta del XX secolo.

Peppino Ascari nacque a Cavezzo nel 1911.
Studente all’Istituto d’Arte di Modena, dove si diplomò con il titolo di «Capo d’arte, decoratore», creò in Cavezzo un piccolo laboratorio personale per la stampa al torchio delle incisioni.
Nel 1938 partecipò con due acqueforti alla XXI edizione della Biennale di Venezia.
Sempre nel 1938 realizzò il grande bassorilievo per la facciata della chiesa parrocchiale di Cavezzo: di quell’Annunciazione eseguì il progetto, il bozzetto in scultura, il calco in gesso; e le rifiniture in marmo, a opera già collocata, lavorando sui ponteggi.
Negli anni Quaranta superò l’esame di abilitazione per l’insegnamento dell’educazione artistica, che diventò la sua professione.
Nel 1949 si trasferì a Vicenza, dove morì nel 1982.

Appreso dalla stampa modenese che nel 1994 l’Assessorato Cultura di Cavezzo si era dotato di un laboratorio calcografico pubblico, nel 1995 gli eredi di Peppino Ascari vollero donare al Comune di Cavezzo diciannove lastre calcografiche del loro familiare, auspicandone la giusta conservazione e valorizzazione.

Per poter gestire nel modo migliore la donazione, il Comune si rivolse all’esperto modenese Roberto Gatti. Dopo un’attenta valutazione delle lastre, si decise di stamparne undici; si decise altresì di non biffarne alcuna, in quanto patrimonio culturale da conservare nella sua integrità.

La tiratura fu realizzata ai torchi del Laboratorio d’Arte Grafica di Modena nei mesi di gennaio e febbraio 1996. La presentazione delle stampe calcografiche si tenne nel settembre 1996 con un’esposizione presso la Sala del Consiglio del municipio di via Cavour, a Cavezzo.
La tiratura, in quanto realizzata postuma, fu autorizzata dagli eredi; ogni esemplare fu firmato da Fabrizio, il figlio di Peppino Ascari, che ne attestava così l’autenticità.

Il Comune di Cavezzo rese disponibili all’acquisto gli esemplari, che sono contrassegnati con numeri arabi da 1 a 30. Da allora ogni anno viene determinato il prezzo di vendita di queste grafiche. Per il 2019 con delibera GC n. 129 del 6/12/2018 il prezzo per ogni stampa è:
€ 200,00 (duecento), grafiche 60×80
€ 130,00 (centotrenta), grafiche 50×70
€ 70,00 (settanta), grafiche 35×50.

Per informazioni al riguardo: ufficio.cultura@comune.cavezzo.mo.it

[Le note biografiche su Peppino Ascari sono tratte, tra l’altro, dal libro Solo 99 (storia di un centenario mancato), Cavezzo 2013, autrice Lucia Tassi]
[C.F. Aggiornamento 12 marzo 2019]
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