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È stata inaugurata nei giorni scorsi, presso il Municipio di Cavezzo, la mostra fotografica dedicata a Giorgio Giliberti, fotografo professionista di San Prospero che deve i suoi esordi fotografici proprio a Cavezzo, prima frequentando il negozio Foto Nelson e l’indimenticabile “Nello”, poi iniziando la professione nello storico studio di fotografia professionale Artifoto.
Fino al 20 novembre, i cittadini che si recheranno in Municipio avranno l’opportunità di ammirare le opere del fotografo, scoprendo il suo percorso artistico e professionale attraverso immagini che raccontano luoghi, esperienze e sensibilità differenti.
«Siamo felici di ospitare nel nostro Municipio le opere di Giorgio Giliberti, un artista che ha costruito una carriera importante mantenendo un legame speciale con Cavezzo – dichiara Eleonora Casari, vicesindaco e assessore alla Cultura –. La fotografia è uno straordinario strumento per raccontare le persone, i luoghi e la memoria delle nostre comunità. Portare l'arte all'interno degli spazi comunali significa anche renderla più vicina ai cittadini, offrendo a chi frequenta il Municipio per le attività quotidiane l'occasione di incontrare la cultura e scoprire il lavoro di un autore del nostro territorio. Desidero inoltre ringraziare Daniela Bazzani, coordinatrice FIAF Emilia Romagna, per la preziosa collaborazione e il contributo offerto alla realizzazione di questa iniziativa culturale».
Autore di numerose pubblicazioni, dopo un primo approccio al reportage, Giliberti si dedica alla fotografia professionale nei campi della pubblicità, della moda, dell'industria e dell'editoria d'arte. Di particolare spicco la sua attività ultratrentennale per il Museo della Bilancia di Campogalliano e la Cooperativa Bilanciai, per i quali si è occupato per anni di grafica, pubblicazioni, calendari e comunicazione in generale.
Come artista ha partecipato a svariate rassegne collettive di arte e fotografia e a diverse iniziative culturali, tra cui quelle in dialogo con le attività della Fondazione RavennAntica di Ravenna e della Galleria Estense di Modena, oltre a pressoché tutti gli Archivi Storici e Musei del territorio modenese.
Accanto all'attività professionale, mosso da una spiccata sensibilità artistica, ha coltivato una prolifica produzione personale legata ai suoi interessi: i viaggi, la musica, la danza. Numerose le collaborazioni con ballerini e musicisti, seguiti anche in importanti manifestazioni del territorio modenese, e profondo il legame con la scrittura: nelle sue pubblicazioni le immagini sono spesso accompagnate da poesie, testi e musiche dedicate. Il dialogo trasversale con le altre arti è una costante del suo lavoro, tanto che Giliberti può essere definito un animatore culturale al servizio delle arti.
Anche nella fotografia di viaggio la sua cifra stilistica si esprime nell'andare per frammenti, interpretando il territorio e restituendo memorie del paesaggio urbano antropizzato. Il suo video Le città invisibili si pone come un censimento fotografico delle città, in cui l'uomo non compare mai fisicamente ma ne è percepibile la presenza e il passaggio, in una continua relazione tra spazio e avvenimenti. Un flâneur sociologico, Giliberti immagina e reinventa città invisibili, riflettendo sul rapporto tra uomo e spazio e testimoniandone così il cambiamento.
La mostra rimarrà allestita presso il Municipio di Cavezzo fino al 20 novembre 2026 e sarà visitabile durante gli orari di apertura degli uffici comunali.
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Ultimo aggiornamento: 27-10-2026, 09:10

